Margo Prade

Margo Prade
Margo Prade

                        Descrizione episodio 

Nel novembre 1997, la dottoressa Margo Prade viene uccisa nel parcheggio davanti al suo studio medico ad Akron, Ohio.
Non ci sono testimoni, nessuna arma del delitto e nessun DNA che colleghi un sospettato alla scena.

Ma c'è un segno di morso.

Quel singolo dettaglio diventa il fulcro di un processo che metterà in discussione la scienza forense, l'affidabilità delle prove e i limiti della giustizia penale.

Il suo ex marito, Douglas Prade, ufficiale di polizia, viene condannato all'ergastolo.
Anni dopo, nuovi test del DNA rivelano materiale genetico che non appartiene a lui, trasformando il caso in uno dei più controversi della storia giudiziaria dell'Ohio.

Questo episodio analizza l'omicidio di Margo Prade, il ruolo dei segni di morso, il DNA e le domande che ancora oggi restano senza risposta.



Il caso Margo Prade – Il morso, il DNA e una condanna controversa

L'omicidio della dottoressa Margo Prade è uno dei casi più discussi della storia giudiziaria americana moderna.
Ciò che inizialmente sembrava una condanna chiara si è trasformato nel tempo in un simbolo del conflitto tra scienza forense, progresso tecnologico e giustizia.

Al centro di tutto, un solo elemento: un segno di morso.

Chi era Margo Prade

Margo Prade era una stimata medico di famiglia ad Akron, Ohio.
Era conosciuta per la sua dedizione ai pazienti e per il suo ruolo attivo come madre di due figlie.
Amici e colleghi la descrivevano come una persona compassionevole, determinata e profondamente impegnata nella sua professione.

Nel novembre 1997, la sua vita fu spezzata in modo violento, dando origine a uno dei casi più complessi dell'Ohio.

L'omicidio

La mattina del 26 novembre 1997, il giorno prima del Thanksgiving, Margo Prade fu colpita da sei proiettili mentre si trovava nella sua auto nel parcheggio davanti al suo studio medico ad Akron.
Era appena arrivata al lavoro quando l'assassino si avvicinò al veicolo e sparò con una revolver calibro .38.

Non vi furono testimoni diretti.
L'arma del delitto non fu mai ritrovata.
Non vennero rilevate impronte digitali né DNA utilizzabile sulla scena.

Durante l'autopsia, però, venne scoperto un segno di morso sul braccio sinistro di Margo.
Questo dettaglio avrebbe dominato l'intera indagine.

Il segno di morso che cambiò tutto

Il segno attraversava sia gli indumenti che la pelle, indicando che si era formato durante l'aggressione.
All'epoca, l'analisi dei segni di morso era ampiamente accettata nei tribunali americani.

L'accusa sostenne che il segno fosse compatibile con la dentatura di Douglas Prade, ex marito di Margo e alto ufficiale di polizia ad Akron.
Questo divenne l'unico elemento fisico che collegava direttamente Douglas al delitto.

Non vi erano:

  • arma del delitto

  • testimoni oculari

  • DNA che lo collegasse alla scena

  • immagini che lo identificassero sul posto

Solo il segno di morso.

Douglas Prade e il processo

Douglas Prade venne arrestato e incriminato nel 1998.
Si dichiarò innocente fin dall'inizio.

La difesa sostenne che si trovasse in palestra quella mattina, un alibi che non poté essere né confermato né smentito definitivamente per mancanza di registrazioni e video.

La giuria lo condannò all'ergastolo.
All'epoca, il caso fu considerato risolto.

La scienza forense sotto accusa

Negli anni successivi, l'analisi dei segni di morso iniziò a essere criticata in ambito scientifico e giuridico.
Gli studi dimostrarono che:

  • la pelle umana non è un supporto affidabile

  • i segni possono deformarsi facilmente

  • esperti diversi traggono conclusioni diverse

  • manca una validazione scientifica solida

Nonostante ciò, questa prova era stata determinante nella condanna.

Il DNA e la svolta

Con il progresso della tecnologia, la difesa ottenne nuovi test sul materiale recuperato nell'area del segno di morso.

I risultati furono sorprendenti:
Il DNA trovato non apparteneva a Douglas Prade.

Fu invece individuato DNA di una persona sconosciuta.

Questo mise profondamente in discussione la teoria dell'accusa.

L'intervento dell'Ohio Innocence Project

Nel 2011, l'Ohio Innocence Project prese in carico il caso Prade.
L'organizzazione sostenne che:

  • la condanna si basava su una prova scientificamente fragile

  • il DNA contraddiceva la teoria dello Stato

  • nessun'altra prova tecnica collegava Douglas al delitto

Nel 2013, un giudice stabilì che Douglas Prade aveva dimostrato "innocenza effettiva".

Fu rilasciato dopo oltre 15 anni di carcere.

Il ribaltamento della decisione

Lo Stato dell'Ohio impugnò la sentenza.

Nel 2014, una corte d'appello annullò la decisione, affermando che le nuove prove sollevavano dubbi seri, ma non soddisfacevano i requisiti legali per dichiarare l'innocenza effettiva.

Douglas Prade fu riportato in carcere.

La Corte Suprema degli Stati Uniti rifiutò di esaminare il caso.

Le domande senza risposta

Nonostante decenni di indagini, restano interrogativi cruciali:

  • Chi ha lasciato il DNA trovato vicino al segno di morso?

  • Chi era la figura sfocata nelle immagini di sorveglianza?

  • L'analisi del movimento potrebbe escludere che fosse Douglas?

  • I tre omicidi irrisolti di donne nella zona nello stesso periodo sono collegati?

Douglas Prade ha ipotizzato la presenza di un serial killer sconosciuto.

Il costo umano

Al di là degli aspetti legali e scientifici, il costo umano è enorme.

Due figlie hanno perso la madre.
Poi hanno perso il padre a causa dell'incarcerazione.

Nel 2019, la figlia Kenya è morta di cancro.
Douglas non ha potuto vederla prima della sua morte.

Perché questo caso conta ancora

Il caso Margo Prade dimostra come:

  • la scienza possa evolversi dopo una condanna

  • il diritto possa entrare in conflitto con il progresso scientifico

  • una sola prova possa decidere il destino di una persona

Oggi è spesso citato nei dibattiti sulla riforma della giustizia e sull'affidabilità delle prove forensi.

Conclusione

Oltre vent'anni dopo, l'omicidio di Margo Prade rimane irrisolto nella coscienza pubblica.

Il caso si colloca all'incrocio tra crimine, scienza, diritto e tragedia umana, e continua a sollevare interrogativi fondamentali su come venga amministrata la giustizia.


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